Vini e Vitigni introvabili, l’Invernenga
Quando mi capita di parlare e descrivere di un vitigno come l’Invernenga si rafforsa sempre di più l’idea che, il nostro patrimonio di vitigni era particolarmente eterogeneo e completo e che forse non siamo stati tanto bravi a volorizzarli e a crederci più di tanto nelle loro potenzialità.
Storia e diffusione dell’invernenga
L’ Invernenga è uno di questi, la sua coltivazione resta concentrata solo nei dintorni di Brescia dove è presente in modestissime quantità. Il suo nome deriva dal fatto che oltre ad essere utilizzata come uva da vino, aveva la particolarità di essere portata anche al consumo come uva da tavola e grazie alla sua caratteristica principale della sua buccia che, si rivela molto spessa e consistente non favoriva una normale disidratazione, lascandola così succosa e turgida per parecchio tempo, tanto da arrivare a consumarla dopo il suo rinvenimento in acqua tiepida, nei primi mesi invernali e anche in prossimità del Natale. Addirittura, con un’accurata mondatura, anche sino a Pasqua!
La Pianta
L’Inverenga, vitigno a bacca bianca, conosciuta anche con i sinonimi di ùa ‘mbrunesca, Invernesca, Brunesta, Bernestia e Pergola, si presenta con grappolo di media grandezza e mediamente spargolo. L’acino medio-grande è provvisto di buccia spessa e consistente di colore giallo-verde, la buccia risulta succosa e consistente. La sua maturazione avviene a cavallo della fine di ottobre e i primi di novembre.
Il Vino
Il vino ottenuto con l’Invernenga, una volta, era usato per arricchire vini di bassa gradazione alcolica e con una struttura debole, discorso valido anche per i rossi con poca struttura che si facevano in zona. Ottimo vitigno, impiegato anche nella produzione di vini passiti. Erano e sono poche le realtà che hanno creduto nella vinificazione in purezza tanto da portarlo al quasi totale abbandono. il vino si presenta di un giallo paglierino intenso con riflessi dorati, di buona consistenza. Al naso è un vino dove si percepisco sentori floreali e fruttati molto delicati, profumi di miele e lievi accenni aromatici. Al gusto è un vino dotato di una buona struttura con la pungenza dell’alcol e la sapidità in leggera evidenza rispetto all’acidità, chiude con un finale ammandorlato abbastanza incisivo. Qualche produttore descrive il vino come capace di essere affinato in bottiglia anche 3-4 anni prima di essere consumato al pieno delle sue caratteristiche organolettiche. L’invernenga risulta presente nel disciplinare di produzione I.G.T Ronchi di Brescia.
Lo avete mai bevuto? Avete da segnalare bottiglie?